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uno sguardo all'orizzonte e sulla storia
Si può vedere in tanti modi.Ci si può soffermare alla superficie delle cose, oppure mirare in
profondità e scoprire che cosa si nasconde al di sotto e oltre.Un itinerario archeologico, tra gli
scavi e i resti delle perdute civiltà, é proprio ciò che può soddisfare chi usa la vista per non
fermarsi all'apparenza.Vivere qui per qualche giorno e visitare a fondo questi luoghi, sin nelle
viscere della terra, significa tuffarsi a capofitto in un vero e proprio viaggio lungo 27
secoli.
E se il centro antico di Napoli presenta stratificazioni sovrapposte,
perfettamente conservate, tutta la provincia mostra un patrimonio di valore inestimabile: dal
mistico complesso delle basiliche di Cimitile, nel nolano, che ci tramandano testimonianze rare e
suggestive dell'arte paleocristiana, ai Campi Flegrei, vera e propria terra del mito, ricca di
tesori archeologici e di luoghi unici. Bacoli, per esempio, che mostra la singolarità di ben due
parchi archeologici: uno emerso, dove si ammirano terme e templi, teatri, tombe e cisterne idriche;
l'altro sommerso, l'antica nobile città Baia, esempio di archeologia sommersa, unica sul pianeta.
Per non parlare di Pozz
uoli (il cui Anfiteatro è il
terzo in Italia per grandezza) o di Cuma, nobile cittadina famosa per un'impenetrabile Sibilla, che
qui vaticinava. Visioni di vita e di morte, le sue, come quelle che suscitano nel visitatore la
visita di Pompei ed Ercolano, città greco-romane perfettamente conservate alle falde del Vesuvio.
Scavi talmente ben conservati, da sembrare che gli antichi abitanti, spazzati via dalla furia del
vulcano imbizzarrito nel 79 d.C, stiano per farvi ritorno da un momento all'altro. E poi c'è il
mare. Il mare cantato dai poeti e celebrato in mille canzoni famose. Il mare che accarezza borghi a
strapiombo sul blu, scogliere baciate dal sole, grotte marine lucenti e misteriose, isole
incantate. Il mare del golfo, da Napoli a Sorrento, dalla costiera flegrea alle isole di Capri
Ischia e Procida, che fu scenario di molte leggende greco-romane e delle saghe omeriche. Qui su
queste spiagge, che videro giungere dal mare navi d'ogni bandiera, dalle triremi latine alle
feluche spagnole, storia e leggenda, cultura e religione s'intersecano fittamente. E ogni lido,
ogni plaga, ogni paese rivierasco vanta un ineguagliabile patrimonio di memorie e credenze, costumi
ed espressioni idiomatiche, capolavori artistici o ricette gastronomiche che risalgono alle
leggende greche, dal passato romano, fino alle più recenti dominazioni aragonese e borbonica. Nel
segno d'una tradizione comune e di comuni legami fra civiltà mediterranee e continentali. Perché
qui il mito è sempre andato a braccetto con la storia, fin da quando, oltre tremila anni fa, i
primi naviganti dall'oriente raggiunsero queste coste ospitali. Quei visitatori del passato hanno
ceduto il posto ai turisti di oggi, sedotti dalla natura generosa, che ha plasmato spiagge e
costiere col mare e col sole, combaciando sapientemente aspre rocce vulcaniche, tufo e calcare col
caldo impasto di sabbie finissime; il turchino d'un mare incantato al verde d'una flora rigogliosa;
l'azzurro del cielo terso alla scura, fertile terra che nutre frutta, agrumi, fiori. |