SERVIZIO INFORMATIVO DEI SERVIZI SOCIALI
P.O.R. Campania Misura 6.2- Ipotesi di progetto-pilota

Il SISS è strumento relativo alla nuova Legge quadro per la realizzazione di un sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali (Legge 8 novembre 2000 n°328) che introduce in maniera chiara il criterio della territorialità, e quindi della conoscenza dei bisogni di cui ciascun territorio è portatore, coniugandolo alle competenze, conferite a enti locali, regioni e Stato, per la programmazione e l'organizzazione degli interventi e dei servizi.
L'art. 7 della L.328/00, al comma 1, punti a e b, definisce il ruolo delle Province in ordine "alla raccolta delle conoscenze e dei dati sui bisogni e sulle risorse rese disponibili dai comuni e da altri soggetti istituzionali presenti in ambito provinciale…" e "all'analisi dell'offerta assistenziale per promuovere approfondimenti mirati sui fenomeni sociali più rilevanti in ambito provinciale…".
L'art. 21 della L.328/00 al comma 1 stabilisce che "Lo Stato, le regioni, le province e i comuni istituiscono un sistema informativo dei servizi sociali per assicurare una compiuta conoscenza dei bisogni sociali, del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali e poter disporre tempestivamente di dati ed informazioni necessari alla programmazione, alla gestione e alla valutazione delle politiche sociali, per la promozione e l'attivazione di progetti europei, per il coordinamento con le strutture sanitarie, con le politiche del lavoro e dell'occupazione".
Il comma 2 specifica che per "proposte in ordine ai contenuti, al modello ed agli strumenti attraverso i quali dare attuazione ai diversi livelli operativi del sistema informativo dei servizi sociali" è nominata una commissione tecnica con la quale è opportuno e necessario porsi in relazione. Al comma 3 è specificato che il presidente del Consiglio dei ministri con proprio decreto "definisce le modalità e individua, anche nell'ambito dei sistemi informativi esistenti, gli strumenti necessari per il coordinamento tecnico con le regioni e gli enti locali ai fini dell'attuazione del sistema informativo dei servizi sociali.
Il piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali stabilisce che "per sviluppare la massima potenzialità, il sistema informativo dei servizi sociali (Siss) dovrà essere organicamente collegato, fra l'altro, al sistema informativo sanitario (Sis) e a quello europeo (Eurosat).
Importante è esplicitare alcuni elementi di cui tener conto già in fase progettuale. Per quanto attiene la Provincia, vanno trovati utili punti di contatto e condivisione con: i Centri per l'Impiego (Sistema Informativo del Lavoro), l'osservatorio politiche sociali (con la nascente struttura di studi e ricerche, monitoraggio e valutazione, programmazione), le Agenzie Informagiovani, la cartografia e il relativo Sistema Informativo Territoriale per il Piano Territoriale di Coordinamento Territoriale, l'osservatorio dispersione scolastica, la banca dati dell'ufficio statistica, l'osservatorio sulla camorra e le illegalità. Relativamente alla Regione, va tenuto conto di: Osservatorio Regionale Infanzia e Adolescenza, Osservatorio Regionale Sicurezza Urbana. I principali soggetti rispetto alle cui banche dati è opportuno coordinarsi sono: Comuni, Regione, A.S.L. ( quindi i distretti, i SerT,…), Tribunale e Centri di Giustizia minorile, Questura, Camera di Commercio, Inail, Inps, Istat, Caritas, Fondazione Banco di Napoli, Unione Industriali,…
In sintesi questi i punti peculiari su cui impostare il lavoro progettuale e poi esecutivo per la
- realizzazione di un efficace sistema informativo dei servizi sociali, tenuto conto del suo duplice livello di utilizzabilità, quello interistituzionale (rivolto alla programmazione) e quello rivolto agli utenti (comunicazione pubblica):
- condivisione delle banche dati (omologazione linguaggi, accessibilità, aggregazione, comparabilità…)ovvero predisposizione di un sistema integrato di dati e di archivi per l'analisi secondaria dei dati;
- messa a punto di un sistema di gestione in rete di autoaggiornamento dei dati (cioè in tempo reale a cura di ciascun ente o soggetto);
- predisposizione di un motore di ricerca e di un software user friendly;
- messa a punto del sistema informativo attraverso l'applicazione del sistema di rilevamento dei bisogni sociali ovvero di un software per la lettura dei dati;
- utilizzo della cartografia per la visualizzazione dei dati e per la loro "lettura" trasversale attraverso il sistema di rilevamento;
- integrazione del sistema informativo dei servizi sociali (che usa prevalentemente il web) con gli altri strumenti comunicativi messi a punto (da altro gruppo di lavoro) dal Piano di "marketing delle politiche sociali" per sperimentare buone pratiche di comunicazione al cittadino.