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Museo dei Pupi

Il Museo dedicato al teatro di figura dell’Italia meridionale, oramai prossimo all’apertura, è il significativo risultato di un impegno decennale e continuativo che ha visto la Provincia di Napoli, il suo Assessorato alla Cultura e l’Ufficio Cultura farsi ente organizzatore e finanziatore della complessa iniziativa. In parallelo il Centro Interdipartimentale di ricerca audiovisiva per lo studio della cultura popolare dell’Università degli Studi di Napoli Federico II è responsabile del progetto scientifico che sta a monte della struttura espositiva, della scelta dei criteri allestitivi e dell’offerta informativa multimediale ed interattiva che caratterizzerà il sito. Nel dettaglio Alberto Baldi docente di Museografia antropologica e multimedialità e responsabile del Laboratorio di Antropologia teatrale, sempre presso l’ateneo federiciano, è autore, con un pool di giovani laureati e laureandi dell’indirizzo antropologico della Facoltà di Sociologia, dell’intenso e sfaccettato lavoro di ricerca che sta alle spalle dei materiali esposti in natura od apprezzabili e consultabili mediante navigazione interattiva. Lo studio Di Tuoro ha invece “vestito” con soluzioni scenografiche al contempo raffinate e pregnanti, fascinose e spettacolari, le sale della struttura.
Il museo recupera, ricostruisce e celebra innanzitutto la plurisecolare tradizione del pupo napoletano e pugliese che ebbe nel capoluogo partenopeo il suo principale luogo di produzione a partire dal Settecento. Pupi delle storie cavalleresche e di guappi, pupi impegnati pure in un repertorio che pescava nella farsa, nella commedia, nel dramma popolare, nel balletto, negli spettacoli circensi attendono il visitatore nelle loro ora ricche e policrome, ora più dimesse e popolari livree. Degni spazi sono altresì attribuiti alle marionette che seppero conquistarsi non solo al nord ma pure a Napoli un proprio significativo ed originale posto, accanto al pupo. Non solo tali fantocci ma anche l’ampio corredo di fondali, una variegata attrezzeria di scena, costumi e corazze, teste e copricapi, cartelloni su cui si dipingevano ad uso di un pubblico scarsamente alfabetizzato i momenti salienti degli episodi successivi ed un corpus imponente di copioni manoscritti trovano altresì collocazione e custodia nel museo, debitamente identificati e catalogati.
Napoli, e con essa altre aree della sua provincia, è stata però anche la capitale della guarattella, l’esile fantoccino a guanto che dal suo oblungo teatrino di stoffa, il castello, già nel Seicento, ed assieme al suo cugino di maggiori dimensioni, il burattino, popolava ed ancora anima piazze della città e di svariati altri centri della Campania e dell’Italia del sud. Anche di questa compagine il museo si fa “carico” esponendo dunque sia guarattelle di diversa provenienza che burattini della celebre ed antica compagnia Ferraiolo.
Tutti questi fantocci, dunque dai pupi alle guarattelle, non potevano essere presentati senza la loro naturale cornice, i teatri da cui tradizionalmente recitano o recitavano. Il museo ospita perciò una magistrale ricostruzione di un teatro di pupi, in tutto e per tutto funzionante firmata da Antonio Di Tuoro, assieme a casotti e teatri che hanno effettivamente “lavorato”, provenienti ancora da Napoli, ma pure da più lontano, da Salerno e finanche dalla Calabria.
Ampio vuole essere il target a cui il museo intende rivolgersi, dallo studioso di teatro o di storia delle tradizioni popolari al bambino delle scuole elementari, al turista. Il menzionato Centro Interdipartimentale di ricerca audiovisiva ha quindi realizzato programmi di documentazione e consultazione, in italiano ed inglese, capaci di offrire un’ informazione sintetica ed accattivante nelle sale, o maggiormente approfondita, ricca di contributi video, 3D,fotografici e testuali mediante percorsi che propongono distinte navigazione nelle diverse tradizioni marionettistiche partenopee e meridionali di cui si è ricostruita genesi, storia, diffusione, caratteri mediante un’intensa attività di campo, nonché ricerche iconografiche, archivistiche e bibliografiche.

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